Dentro la tela, tra le sue trame, vive la natura.
... una natura che grida, combatte ed emette suoni sordi che diventano cromie percepibili solo dopo la loro fine, che è stabilita irreversibilmente dall’artista.
... la tela funge da culla, emette battiti di sofferenza, sente la vita che la pervade ed invade, reagendo muta ed inerte. la tela, fino ad oggi mero supporto, pretesto o concetto, diviene “parte”, complice, terra, Dio di ciò che lo sguardo ignaro dell’osservatore la percepirà come semplice “quadro”.
... TTOZOI non crea nuovi eventi ma è colui che sa lasciarli accadere. Egli si limita a favorirne l'attuazione con la spontaneità del caso e la fantasia del sogno, lasciando il racconto delle sue opere ad un automatismo slegato da qualsiasi intento descrittivo.
... chi osserva, viene travolto dalle vibrazioni di una vita nata scevra da ogni dogma o passaggio ragionato, solo e soltanto lui ne decide la fine naturale, consacrando l’opera all’eterna e sublime narrazione artistica.
... questo è l’informale naturalmente assoluto: dimensione lirica tra l’essere e il divenire.